Falò la valigia
“Notte,fuochi,musica e volume..e ritrovarsi dentro un obiettivo comune..”
Assalti Frontali
Perchè un falò?
Il falò è un rituale pagano di purificazione dove si bruciavano simboli di ricchezza in onore degli dei. Abbiamo deciso di riprenderlo e dargli un senso nuovo: bruciare i simboli delle nostre vite precarie, perchè l’unica ricchezza a nostra disposizione è la voglia di fare, conoscersi e incontrarsi.
Le nostre vite sono inestricabilmente legate a delle carte: contratti da 5 euro lordi all’ora, inutili attestati di stage gratuiti, pergamene di laurea che non ti permettono di fare il lavoro che sogni, ricevute su fogli a quadretti dei 500 euro che paghiamo per la stanza in affitto. E ancora abbonamenti da 300 euro annuali per i mezzi pubblici, quando possiamo pagarli, multe da 101 euro a botta quando invece non ci riusciamo. Biglietti per mostre, cinema, teatri, concerti: salatissimi pass per spostarsi, informarsi, fruire cultura, ballare, vivere …
In questa serata vogliamo dare fuoco a tutto questo!
Invitiamo tutti quanti perchè solo in maniera collettiva ha senso fare la valigia: una risposta non individuale alla crisi, alla solitudine in cui ci vogliono relegare. Mettiamo in cooperazione le nostre intelligenze per provare a cambiare le cose!
Ma il falò è anche un momento di convivialità. Un momento di svago dove si ascolta della buona musica, catturati dal fascino primordiale del fuoco … ciò che almeno una volta durante l’estate tutti facciamo con gli amici. Sarà una serata da passare tutti insieme, per conoscerci e capire quali sono le prossime tappe di questa valigia, che ormai non solo è pronta ma è anche partita.. Non sappiamo dove arriveremo, ma abbiamo tutta una vita da riprenderci e costruire insieme… e nelle soste ci piace festeggiare e divertirci.
Programma Falò la valigia
ore 18. aperitivo con dj-set Soul Kitchen
a seguire live con Giovanni Truppi
Sandro Joyeux
finale dancehall con Zu from ElettroShit e i Baracca Sound
Prima della dancehall Happening : “una birra per un simbolo”. A chi porta qualcosa da bruciare offriremo una birra (valgono anche fotocopie)
Oggi abbiamo deciso di occupare simbolicamente gli appartamenti modello presenti dentro la sede Ikea di Anagnina.
Siamo una piccola parte della “generazione Neet” , come ci hanno definito. Siamo quelli che non studiano, non si formano e non lavorano. Quelli che restano a casa fino ai 30 e passa anni, quelli che vengono definiti bamboccioni..
Siamo giovani precari, studenti, artisti: siamo quelli più colpiti dalla crisi. Quelli che spesso devono fuggire dall’Italia perchè costretti, quelli le cui storie “tragiche” appaiono quotidianamente sui giornali.
Ma siamo anche quelli che sono stufi di piangersi addosso e hanno deciso di mettersi in gioco.
In Svezia c’è un modo di dire che recita più o meno così:
“i socialdemocratici hanno costruito le case, Ingvar Kamprad (il ‘signor Ikea’) le ha arredate”. Il Signor Ikea è arrivato anche da noi e ci sta arredando la casa ormai da un decennio. Il problema è che le case da arredare non sono mai le nostre: sono quelle di mamma e papà o del padrone di casa che ci affitta la stanza come ospite. Magari un billy per la cameretta o qualche ljusas Uusta ce lo possiamo permettere, ma dobbiamo sempre sperare che il turgzum e il maannoll piacciano anche a nostro fratello o al nostro coinquilino, con cui condividiamo la stanza.. o che stia bene nel salone di mamma e papà dove siamo costretti a dormire. Abbiamo deciso di occupare oggi questi appartamenti, all’interno di questo mondo incantato di oggetti dai nomi impronunciabili, per avere ciò che in Italia non esiste: un welfare che guardi verso il futuro, verso le nuove generazioni.
Interruzione della trasmissione e lettura comunicato del Comitato di Liberazione Giovanile “Fai la valigia” durante Citizen U su radio città aperta.
Cliccate il tasto play per ascoltarlo. Per il download clicca qui.
Finalmente un nuovo termine per definirci è arrivato: NEET.
Eh sì, in effetti c’eravamo un po’ stufati del termine “Bamboccioni”! In nostro soccorso arriva l’ISTAT , e di colpo ci assegna questo termine accattivante e più spendibile.
Neet è al passo coi tempi, è un acronimo inglese e ricorda la rete.
Neet significa “Not in Education, Employment or Training” (non lavorano, non studiano, non si formano).
Questo dice l’indagine che parla di noi. Scorrendola sale pian piano la rabbia, e si arriva decisamente (anzi NEETtamente) ad un’incazzatura come poche altre.
Certo, non lavoriamo e non paghiamo i contributi… ma qualcuno si è chiesto il perchè?
Forse nell’indagine non risulta quel lavoretto da cameriere al pub (5 euro l’ora), o magari quel bel contratto da 2 settimane che ci propongono al call center non prevede contributi per la pensione! Anche se, dobbiamo dirlo, è pur sempre un modo per pensare al nostro futuro, dato che il pagamento avviene spesso a due mesi della prestazione… e neanche quello stage all’ufficio per avere due fottuti crediti all’università non risulta come lavoro.
Non studiamo e non ci formiamo?
Che dire, i dati parlano di percentuali di laureati, diplomati e dottorati senza tener conto minimamente del forte attacco che l’università e tutto il mondo della formazione sta subendo. Sarebbe interessante, piuttosto, leggere ogni tanto delle statistiche che parlano di welfare giovanile in Italia a confronto con buona parte del resto d’Europa, dove esistono reali agevolazioni e sussidi per i giovani, che rendono possibile la loro autonomia. E dobbiamo pure sentire le accuse della Meloni, che ci definisce una generazione di sfaccendati, tossici e alcolizzati!
NEETtamente incazzati dicevamo…
Fai la Valigia RUBANO AI GIOVANI PER DARE AI SOLITI“Fai la valigia” appare nuovamente nella città di Roma
Abbiamo alzato il tiro!!!
Dopo gli “house party” nelle due case di Trastevere e Pigneto, dove per quarantacinque metri-quadri ci chiedevano 1200 euro, abbiamo deciso oggi di andare a casa dell’ex Ministro Scajola.
Abbiamo messo all’asta l’appartamento con vista Colosseo, invitando tutte le figure che, ogni giorno, continuano a pagare la crisi e a subire l’emergenza abitativa nella città di Roma.
Studenti, precari, migranti di seconda generazione e giovani coppie si sono contese l’oggetto dell’asta partendo da un’ unica base: IL DIRITTO ALL’ABITARE.
Lo striscione affisso dietro al battitore recitava: “rubare ai giovani, per dare ai soliti”, riprendendo in questo modo l’uscita del nuovo colossal “robin hood”.
Rubano ai giovani la possibilità di rendersi autonomi, di accedere alla cultura, di avere un reddito e, allo stesso momento, la solita cricca si scambia favori e regali faraonici.
Non siamo i figli di Balducci e neanche quelli di Scajola, facciamo la valigia e dentro ci mettiamo i nostri sogni, le nostre necessità e i nostri desideri, cercando di non fuggire da un paese che non sa essere a “misura di giovani”.
Le valigie aumentano e sono sempre pronte ad apparire nei luoghi simbolo della nostre vite precarie.
TO BE CONTINUED…
« … Abbiamo migliorato i servizi e risolto problemi seri, sviluppato progetti. Inoltre abbiamo registrato una crescita costante nonostante la crisi generale e quella finanziaria…” Gianni Alemanno
Con queste parole il sindaco traccia un bilancio dei suoi primi due anni al governo della città. Due anni in verità in cui la capitale non solo ha subito un’involuzione in termini economici ma soprattutto in termini di libertà, garanzie e diritti. Fare un’analisi di questo biennio ha bisogno di tutt’altro spazio e tempo, preferiamo parlare di quello che siamo: giovani, precari, studenti, artisti, migranti. Non abbiamo sentito neanche una parola su agevolazioni alla mobilità, politiche sugli affitti, sconti per teatri e musei, fondi alla cultura…. insomma gli oltre 200000 giovani romani e fuorisede, fra i 20 e i 35 anni, che vivono nella Capitale non sono neanche menzionati nel bilancio della giunta Alemanno se non quando si parla di movida, ordinanze e divieti.
Quindi abbiamo deciso di riprendere parola e prestare questa volta maggiore attenzione ad uno dei grandi temi di Roma: la mobilità. Viviamo in una città di oltre 3 milioni di abitanti e centinaia di migliaia di pendolari con due linee di metro, in cui per arrivare da una parte all’altra della città si impiegano due ore, in cui non ci sono agevolazioni per giovani precari e studenti fuorisede, in cui non esiste una mobilità alternativa e dove le linee notturne sono una chimera. Naturalmente abbiamo deciso di affrontare questo tema nel nostro solito modo, divertendoci e prendendoci gioco di chi fa di tutto per farci scappare dalla nostra città. Abbiamo preso per una decina di fermate il tram “19″, linea simbolo dei fuorisede, e abbiamo organizzato un party fra il plauso e l’incredulità dei passeggeri. Scesi a Porta Maggiore abbiamo deciso che il nostro tragitto non era finito e quindi via con una parade spontanea contro ordinanze e divieti fino allla piazza di San Lorenzo. Rispondendo cosi a chi vede nei giovani solamente un problema o un pericolo.
Il fai la valigia express è partito, presto ci saranno nuove fermate…

Una valigia si aggira per la città, è una valigia piena di amici e di conoscenti che dà un po di tempo a questa parte sta facendo parlare dì se.
E’ una valigia allegra e festaiola, che si diverte a prendere in giro chi non le sta a genio, che si fa grosse risate davanti a chi affitta case da 45 m2 a 1100 euro al mese. Non perché non prenda sul serio queste situazioni che noi ci troviamo a vivere tutte le volte che dobbiamo traslocare e affittare una nuova casa, lei queste le considera cose serissime, è per questo che ride e fa festa, per rompere il muro, per rovesciare le parti: le facce incredule degli agenti immobiliari e dei proprietari di casa quando si vedono arrivare 40 persone con parrucche e trombette sono quasi come le nostre facce quando ci sentiamo chiedere 1100 euro per 45m2, incredule, frastornate ed anche un po stordite. Perché 1100 euro al mese noi studenti, noi precari, noi migranti, noi giovani bamboccioni non ce le abbiamo. Perché 1100 euro non le possiamo spendere. Ed allora? Fai la valigia, che non vuol dire parti e non tornare, la nostra valigia non parla di questo, (anche se non lo esclude a priori) la nostra valigia ti vuol dire resta e cambia quello che hai, resta e chiedi quello che ti spetta, resta e fai valere la tua voce…con la dissacrante ironia che la valigia ci insegna.


